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La nostra filosofia: 7 pilastri di Dottorio

Perché esistiamo, in che cosa crediamo e che promesse facciamo a chi usa la piattaforma.

4 min di lettura·Aggiornato il 11 Mag 2026

Una premessa

Dottorio non è "ChatGPT per medicina" e non è un altro editore di sbobine. È uno strumento costruito da studenti per studenti, con regole precise. Queste pagine raccontano in cosa crediamo davvero — non come slogan, ma come impegni operativi che si vedono nel prodotto.

1. Democratizzare l'accesso

Le domande dell'orale circolano già: in gruppi WhatsApp chiusi, in cartelle Drive condivise tra "amici di canale", in fotocopie passate sotto banco. Chi ha la rete giusta le trova, chi non ce l'ha resta indietro.

Dottorio mette tutto al centro, accessibile a chiunque sia iscritto al canale. Nessuna informazione critica deve dipendere da chi conosci.

2. Costruito dagli studenti, per gli studenti

Le domande non vengono da un editore o da un comitato scientifico. Vengono da chi ha appena finito l'orale. Ogni esame fatto diventa risorsa per chi viene dopo, in un ciclo che si autoalimenta.

Il valore della piattaforma è proporzionale alla partecipazione della comunità: più studenti contribuiscono, più precisa diventa l'immagine di cosa chiede ogni professore.

3. Le domande resteranno sempre gratuite

L'accesso e la consultazione delle domande d'esame non saranno mai a pagamento. È un impegno operativo, non una promessa di marketing. Quando in futuro introdurremo un piano Pro, riguarderà funzionalità aggiuntive — la base dell'archivio collaborativo resta libera per tutti.

4. Risparmiarti tempo

Lo studio in medicina è già abbastanza. Quello che possiamo fare è togliere attrito: ricerca veloce, filtri precisi, link condivisibili che evitano spiegazioni nei gruppi WhatsApp. Meno tempo a cercare, più tempo a capire.

5. AI che cita, non inventa

La nostra IA, Dotto, non è una chat generica. Ogni risposta è costruita con un'architettura RAG (Retrieval-Augmented Generation): l'AI cerca prima nelle fonti mediche verificate e poi compone la risposta, mostrando sempre da dove ha preso le informazioni.

Se Dotto non ha una fonte affidabile, non risponde — meglio un buco onesto che un'allucinazione vestita da certezza. Per la medicina questa scelta non è negoziabile.

6. Dati per studiare meglio

Sapere che una domanda è stata chiesta 12 volte negli ultimi due anni, sempre dallo stesso professore, cambia il modo in cui ti prepari. Le metriche su Dottorio non sono "engagement" — sono informazioni strutturate sui pattern d'esame, perché tu possa decidere dove investire le tue ore di studio.

7. Portare tecnologia alla medicina

La formazione medica italiana merita strumenti del 2026. Le sbobine fotocopiate, i Drive disordinati, i gruppi WhatsApp che si perdono ogni anno — non sono "tradizione", sono attrito non risolto. Dottorio è l'inizio del nostro tentativo di cambiare questo, partendo dalle domande d'esame e poi allargando man mano che la comunità cresce.

E la privacy

Tutto sopra non vale niente se i tuoi dati finiscono nel posto sbagliato. Server in Unione Europea, conformità GDPR, zero retention sui prompt verso i provider AI, nessun training sui contenuti degli utenti.

Approfondisci tutto questo nell'articolo dedicato a GDPR e privacy.

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Se questo modo di pensare ti convince, sei nel posto giusto. Se non condividi qualcosa, scrivici — il modo migliore per costruire qualcosa che funziona davvero per gli studenti è ascoltare gli studenti.

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